Il mio bambino respira con la bocca aperta: quando preoccuparsi e cosa fare
- Croatto Medical Group

- 3 giorni fa
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Vedere il proprio bambino respirare spesso con la bocca aperta può sembrare un dettaglio da poco o “solo un’abitudine”, ma in realtà la respirazione orale è un segnale importante, che merita attenzione. Respirare con la bocca anziché con il naso, soprattutto se accade in assenza di raffreddore, sia di giorno che di notte e per periodi prolungati, può essere il campanello d’allarme di un ostacolo al passaggio dell’aria nelle vie aeree superiori o di altre condizioni che richiedono una valutazione specialistica. Comprendere perché il bambino respira con la bocca aperta, quali conseguenze può avere nel tempo e quali percorsi di cura intraprendere è fondamentale per favorire una crescita armoniosa dal punto di vista respiratorio, ortodontico, linguistico e globale.

Perché la respirazione nasale è così importante
La respirazione nasale è il modo fisiologico con cui l’organismo è progettato per ricevere l’aria. Il naso non serve solo a “far passare l’aria”, ma svolge funzioni di filtro, riscaldamento e umidificazione, proteggendo le vie aeree inferiori da polveri, allergeni e sbalzi di temperatura. Inoltre contribuisce alla risonanza della voce e al corretto sviluppo del massiccio facciale, guidando la crescita di mascella e palato in modo armonico. Quando un bambino respira abitualmente con la bocca aperta, questi meccanismi vengono meno: l’aria entra più fredda e secca, le mucose si irritano con maggior facilità, la lingua tende a posizionarsi più in basso e in avanti, la chiusura delle labbra non è completa. Nel tempo tutto questo può influire sulla deglutizione, sulla dentizione, sulla postura e persino sulla qualità del sonno e dell’attenzione durante il giorno.
Come riconoscere un bambino che respira con la bocca aperta
Spesso i genitori si accorgono della respirazione orale in modo graduale. Possono notare, ad esempio, che il bambino tiene quasi sempre la bocca semiaperta, anche quando è rilassato, gioca o guarda la televisione. Di notte può russare, respirare in modo rumoroso, sudare molto o cambiare spesso posizione nel letto. Talvolta dorme con il capo iperesteso all’indietro, come se cercasse più aria, oppure si sveglia irritabile e stanco nonostante un numero di ore di sonno apparentemente adeguato. Alcuni bambini hanno spesso le labbra secche, l’alito pesante, una voce nasale o “chiusa”, o faticano a partecipare alle conversazioni perché chiedono spesso di ripetere. In altri casi possono essere presenti problemi di inappetenza. Presi singolarmente, questi segni non indicano necessariamente una patologia grave; quando però la respirazione a bocca aperta è abituale e persistente nel tempo, è opportuno approfondire.
Le cause più frequenti della respirazione orale
Le origini del problema possono essere diverse e spesso coesistono:
Ostruzione nasale cronica
Raffreddori ricorrenti, riniti, ipertrofia dei turbinati o riniti allergiche possono ridurre il passaggio dell’aria attraverso il naso. Il bambino, non riuscendo a respirare bene attraverso il naso, apre la bocca per compensare.
Adenoidi e tonsille ingrossate
Le adenoidi ( situate nella parte posteriore del naso) e le tonsille possono aumentare di volume e diventare un ostacolo significativo al flusso d’aria. Questo porta il bambino a respirare con la bocca, soprattutto di notte, con possibile russamento e sonno disturbato.
Allergie respiratorie
Ipersensibilità ad acari, pollini, muffe,
opeli di animali o in alcuni casi alimenti causano congestione nasale cronica, prurito e starnuti. Il naso “sempre chiuso” spinge il bambino verso la respirazione orale, specialmente in alcune stagioni o in ambienti specifici.Alterazioni anatomiche del distretto nasale
Setto nasale deviato, malformazioni congenite o esiti di traumi possono impedire una corretta respirazione nasale, anche in età pediatrica.
Abitudini viziate e postura linguale alterata
Prolungato uso di ciuccio o biberon, suzione del dito, deglutizione deviata e posizione bassa della lingua possono contribuire a mantenere la bocca aperta e a modificare nel tempo l’assetto oro-facciale.
Spesso, la respirazione orale non è solo una “cattiva abitudine”, ma la conseguenza di una causa organica che va identificata e trattata.
Le possibili conseguenze nel lungo periodo
Se non affrontata nel modo corretto, la respirazione a bocca aperta può avere ripercussioni a vari livelli:
Sviluppo cranio-facciale e dentale
La postura bassa della lingua e la bocca aperta possono favorire palato stretto a forma di V, malocclusione che aumenta la probabilità di necessità ortodontiche complesse in futuro, e un aspetto del volto più allungato (“facies adenoidea”).
Deglutizione e funzioni orali
Posizione alterata di lingua e mandibola può condurre a deglutizione deviata, con difficoltà nel passaggio verso una masticazione efficace e una corretta gestione dei cibi solidi.
Linguaggio e articolazione dei suoni
Una respirazione orale cronica si associa spesso a difficoltà nella produzione di alcuni fonemi, voce nasale, ridotta resistenza nel parlare a lungo. Questo può influire sulla chiarezza della comunicazione e sulla sicurezza del bambino quando parla con gli altri.
Qualità del sonno, attenzione e comportamento
Se la respirazione è rumorosa, frammentata o associata ad apnee notturne, il bambino può non riposare bene. Ne derivano irritabilità, calo di attenzione, difficoltà scolastiche e, in alcuni casi, comportamenti simili a quelli dell’ADHD (iperattività, impulsività).
Per questi motivi, intervenire per tempo non significa solo “far chiudere la bocca” al bambino, ma prendersi cura del suo equilibrio complessivo di crescita.
Quando è il momento di rivolgersi a uno specialista
È consigliabile richiedere una valutazione specialistica quando il bambino respira quasi sempre con la bocca aperta, da diversi mesi, oppure quando il russamento notturno è abituale, il sonno appare agitato, sono presenti pause respiratorie, sudorazione eccessiva o risvegli frequenti. Anche la presenza di otiti ricorrenti, raffreddori cronici, voce nasale, difficoltà a masticare o a parlare in modo chiaro può rappresentare un segnale da non sottovalutare. In questi casi un inquadramento globale permette di capire se la respirazione orale è legata a un’ostruzione meccanica, a un’allergia, a un’abitudine viziosa o a una combinazione di fattori.
Un percorso diagnostico multidisciplinare
La valutazione della respirazione orale non si limita a guardare se il bambino tiene la bocca aperta: è necessario un vero percorso multidisciplinare. L’otorinolaringoiatra pediatrico ha il compito di esaminare naso, gola, adenoidi, tonsille, orecchio e vie aeree superiori, eventualmente con esami endoscopici poco invasivi. Quando necessario, l’audiometrista esegue test uditivi per escludere ipoacusie dovute a otiti sierose o catarrali. La logopedista studia la deglutizione, la postura della lingua, il modo di respirare durante le attività e la qualità dell’articolazione dei suoni. Il foniatra valuta la voce, la risonanza e la coordinazione tra respiro e fonazione. In presenza di alterazioni di palato e denti, è spesso utile il confronto con l’odontostomatologo o l’ortodontista. Solo mettendo insieme queste competenze è possibile definire non solo “che cosa non va”, ma quali funzioni devono essere recuperate e con quali priorità.
Le possibili terapie: non esiste una sola soluzione
Il trattamento dipende sempre dalla causa prevalente e dalla situazione del singolo bambino. Alcuni interventi possibili includono:
Terapie mediche
In presenza di riniti, sinusiti o allergie, il medico può indicare lavaggi nasali, terapie farmacologiche mirate o percorsi allergologici per ridurre l’infiammazione e migliorare la respirazione nasale.
Chirurgia adeno-tonsillare (se necessaria)
Nei casi di adenoidi e tonsille molto ingrossate, associate a russamento importante, apnee notturne o ripetute otiti, può essere indicata una adenoidectomia e/o tonsillectomia. È una scelta ponderata, valutata su basi cliniche e strumentali.
Riabilitazione miofunzionale e logopedica
Una volta ristabilito un passaggio d’aria più libero, è spesso indispensabile rieducare il bambino a respirare con il naso, a posizionare correttamente la lingua, a deglutire e articolare i suoni in maniera più efficace. Il lavoro logopedico aiuta a consolidare la respirazione nasale e a modificare le abitudini viziate.
Interventi ortodontici
Se la respirazione orale ha già influito sull’assetto dentale e sul palato, l’ortodontista potrà valutare l’uso di apparecchi per ampliare il palato o correggere le malocclusioni, in stretta collaborazione con ORL e logopedista.
È importante ricordare che non esiste un “unico rimedio” valido per tutti: ogni bambino necessita di un percorso su misura, che tenga conto dell’età, dei sintomi, della struttura anatomica e del contesto familiare.
Il ruolo centrale della famiglia
La famiglia è una protagonista essenziale del percorso. Sono i genitori a osservare il bambino ogni giorno, a riferire eventuali cambiamenti e a sostenere le indicazioni terapeutiche: dai lavaggi nasali agli esercizi suggeriti dalla logopedista, fino alle abitudini serali che favoriscono un sonno più sereno. È importante che il bambino non viva il cambiamento come un rimprovero, ma come un aiuto per “respirare meglio, dormire meglio e stare meglio”. Una buona alleanza tra genitori ed équipe clinica aumenta enormemente le probabilità di successo del percorso.
L’approccio del Croatto Medical Group
Al Croatto Medical Group la respirazione orale nel bambino viene affrontata con un approccio realmente multidisciplinare, che integra otorinolaringoiatria pediatrica, audiologia, foniatria, logopedia e, quando necessario, supporto psicologico e collaborazione con figure ortodontiche esterne. L’obiettivo non è solo correggere un sintomo, ma restituire al bambino una respirazione più fisiologica, prevenire complicanze ortodontiche, migliorare la qualità del sonno, del linguaggio e della vita quotidiana.
Se hai notato che tuo figlio respira spesso con la bocca aperta, russa di notte, è spesso stanco o fatica a parlare con voce chiara e ben udibile, una valutazione precoce può fare davvero la differenza. Sul sito del Croatto Medical Group trovi ulteriori approfondimenti sulle patologie ORL pediatriche e sui percorsi di diagnosi e cura dedicati ai più piccoli. Per qualsiasi dubbio o per prenotare una consulenza, il nostro team è a disposizione per accompagnarti passo dopo passo verso una respirazione più sana e una crescita più serena per il tuo bambino.




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